TEVERE NEWS La newsletter mensile del Contratto di Fiume Tevere da Castel Giubileo alla Foce – N. 8 febbraio 2021

Iniziative e approfondimenti per riavvicinare i cittadini al Fiume.
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Sommario

FlashNews:

– Regione Lazio Bando per “Nuove destinazioni turistiche e nuove idee di viaggio”
– Contratto di Fiume Tevere da Castel Giubileo alla Foce: crescono le adesioni!
– Progetto Interreg Europe STAR CITIES: presentazione delle buone pratiche dei partner sul tema governance e cooperazione
– Incontro CdF Ponte della Musica 29 gennaio 2021
– Incontro CdF Ostiense 5 febbraio 2021

TopNews:

Città-fiume: approccio Water Sensitive City

 

Redazione: Elisa Avellini, Paola Cannavò, Laura Clerici, Romina D’Ascanio, Luna Kappler, Federico Occhionero, Paola Verdinelli

Con la collaborazione di Caterina Bonanni, DICEA, La Sapienza Università di Roma

 

FlashNews

REGIONE LAZIO BANDO PER NUOVE DESTINAZIONI TURISTICHE E NUOVE IDEE DI VIAGGIO

Il 19 febbraio è stato presentato l’Avviso Pubblico della Regione Lazio per “Nuove destinazioni turistiche e nuove idee di viaggio”. L’Assessore al Turismo e Pari Opportunità Giovanna Pugliese ed il Direttore dell’Agenzia Regionale per il Turismo hanno illustrato il bando che impiegherà risorse per 4,5 milioni di euro per promuovere il Lazio ed i suoi territori. L’Avviso è finalizzato alla selezione di progetti da realizzare nelle forme associative di Fondazioni di Partecipazione o Associazioni riconosciute con struttura mista pubblico-privata con l’obiettivo di essere una D.M.O. Destination Management Organization.
Le proposte potranno riguardare il turismo culturale identitario (arte, storia e cultura), eventi culturali ed artistici, luoghi della memoria e turismo di ritorno, turismo outdoor (cammini ed itinerari, ecoturismo e osservazione della natura) sport, salute enogastronomia e rurale (terme, benessere, salute).
L’ambito territoriale interessato dalla applicazione dell’Avviso Pubblico è l’intero territorio del Lazio suddiviso secondo quanto riportato nel Piano Turistico Triennale: Tuscia e Maremma laziale, Litorale del Lazio, Valle del Tevere, Valle dell’Aniene e Monti Simbruini, Sabina e Monti Reatini, Castelli Romani, Monti Lepini e Piana Pontina, Ciociaria, Roma Città Metropolitana.

http://www.regione.lazio.it/prl_turismo/?vw=newsDettaglio&id=201

 

CONTRATTO DI FIUME TEVERE DA CASTEL GIUBILEO ALLA FOCE: CRESCONO LE ADESIONI!

Il 17 novembre 2017 con la sottoscrizione del Manifesto di Intenti da parte del primo gruppo di Promotori del Contratto di Fiume Tevere da Castel Giubileo alla Foce comincia ufficialmente il nostro percorso di partecipazione attiva e di costruzione delle azioni finalizzate alla tutela e valorizzazione del Tevere bene comune.
Nel 2017 eravamo 18 Associazioni, e Roma Città Metropolitana, Roma Capitale, il Comune di Fiumicino, l’Autorità di Bacino Distrettuale Appennino Centrale, la Capitaneria di Porto, Acea, l’Istituto Nazionale di urbanistica, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, il Gruppo Soccorritori Sanitari della Protezione Civile.
Ad oggi i firmatari del Manifesto d’Intenti sono 72, di cui 33 associazioni. Ad Enti ed Istituzioni si sono aggiunti 7 Municipi (I, II, III, VIII, IX, X, XII), il MiBACT, ARPA Lazio, l’Ordine degli Architetti di Roma, 5 Dipartimenti delle Università La Sapienza e Roma Tre.
L’adesione volontaria è l’atto fondamentale che caratterizza il contratto di fiume quale strumento di programmazione strategica negoziata e partecipata, e nel corso del tempo la risposta del territorio, con gli Enti, le istituzioni, le Associazioni, è diventata sempre più forte e rappresentativa.
Partecipa anche tu al nostro percorso per raggiungere l’obiettivo di realizzare il Primo Programma Triennale di Azione del CdF Tevere.
Il nostro impegno continua!

 

PROGETTO INTERREG EUROPE STAR CITIES: PRESENTAZIONE DELLE BUONE PRATICHE DEI PARTNER SUL TEMA GOVERNANCE E COOPERAZIONE

Nell’ambito del progetto Interreg Europe STAR Cities, dal 9 al 12 febbraio si è tenuto un webinar di apprendimento interregionale, coordinato dall’Ente per il Turismo della Val-de-Marne, capofila del progetto.
Il tema dell’evento è stato “Governance e cooperazione”.
Il seminario ha presentato buone pratiche sull’argomento, introdotte dai partner di STAR Cities e dai loro stakeholder, organizzato in tre sessioni:
− Gestione delle destinazioni e turismo fluviale nelle regioni STAR Cities
− Buone pratiche di progetti e azioni collaborative
− Buone pratiche di strategie congiunte per sviluppare il turismo fluviale
Agenda Tevere, essendo stata selezionata dal partenariato come buona pratica di hub di associazioni e cittadini, ha presentato le proprie attività.

https://www.interregeurope.eu/starcities/news/news-article/11324/governance-and-cooperation-good-practices-webinars/

 

“PROGETTO DI UN PARCO DI AFFACCIO NELL’AREA GOLENALE SOTTOSTANTE PONTE DELLA MUSICA IN RIVA SINISTRA, ACCORDO TRA REGIONE LAZIO E POSTE ITALIANE” INCONTRO DEL 29 GENNAIO 2021

A seguito dell’annuncio sull’accordo tra Regione Lazio e Poste Italiane che prevede la concessione a Poste Italiane dell’area golenale a valle del Ponte della Musica in riva sinistra (vedi Newsletter dicembre 2020), il CdF Tevere da Castel Giubileo alla foce ha organizzato un incontro pubblico sul tema. All’incontro sono stati invitati: la Regione Lazio, tutti i firmatari del Manifesto di intenti del CdF (in particolare le associazioni locali e le istituzioni competenti) e Poste Italiane (che non si è presentata). Durante l’incontro è emersa chiaramente l’esigenza di un coordinamento, nelle fasi attuative e in quelle future della gestione dell’area, tra i soggetti, pubblici e privati, responsabile dei diversi progetti di riqualificazione della zona: Poste Italiane e Roma Capitale.

I firmatari del Manifesto di intenti del CdF Tevere da Castel Giubileo alla foce chiedono quindi alla Regione Lazio, in veste di ente pubblico che rilascia la concessione dell’area interessata dal progetto, di assicurarsi, proprio attraverso il dispositivo della concessione, che Poste Italiane si impegni a coordinarsi con Roma Capitale (ente responsabile dell’area sottostante il Ponte della Musica). Per il sottoponte si chiede inoltre a Roma Capitale di impegnarsi a risolvere il problema della “presa in carico” dell’area – si auspica che il destinatario finale, il futuro responsabile dell’area, sarà un ente di prossimità territoriale in grado di gestire e manutenere l’area nell’interesse dei cittadini, eventualmente in collaborazione con gli stessi siano essi associazioni o imprenditori locali-.

La Segreteria Tecnica del CdF si è impegnata ad organizzare un tavolo di concertazione tra tutti i soggetti istituzionale interessati: Regione Lazio, Roma Capitale, Municipio II.

 

“PROGETTO DI UN PARCO DI AFFACCIO PERMANENTE NELL’AREA GOLENALE SOTTOSTANTE PONTE MARCONI IN RIVA SINISTRA (DETTO TIBERIS) E SUO COLLEGAMENTO CON AREA GOLENALE SOTTOSTANTE PONTE DELLA SCIENZA IN RIVA SINISTRA (DETTO RIVA DE’ OSTIENSE)” INCONTRO DEL 5 FEBBRAIO 2021

A seguito della manifestata volontà dell’amministrazione comunale di rendere il parco temporaneo Tiberis un parco permanente e di riqualificare la zona di Riva Ostiense il CdF Tevere da Castel Giubileo alla foce ha organizzato un incontro pubblico sul tema. All’incontro sono stati invitati la Regione Lazio e tutti i firmatari del Manifesto di intenti del CdF. Durante l’incontro è emerso che, essendo le aree golenali già tutte nella disponibilità delle istituzioni pubbliche, è necessario attuare tra i soggetti responsabili il coordinamento della programmazione attuativa degli interventi necessari a rendere finalmente fruibile l’area individuata dagli strumenti urbanistici come Parco Tevere Sud.
I firmatari del Manifesto di intenti del CdF Tevere da Castel Giubileo alla foce chiedono quindi che:
Roma Capitale
1. attui gli interventi necessari per rendere permanente il parco di affaccio Tiberis;
2. determini la presa in carico della zona di Riva Ostiense da parte del Servizio Giardini e inserisca la stessa nel contratto di servizio AMA.
Regione Lazio
1. renda fruibile il percorso di collegamento tra Riva Ostiense e Tiberis nella parte bassa fino alla confluenza del fiume Almone;
2. risolva l’iter concessionario sia dell’area golenale San Paolo, già messa a bando, che dello specchio d’acqua per attracco a valle di Ponte Marconi.
Si ritiene inoltre indispensabile definire un organo per la gestione e manutenzione del Parco Tevere Sud che si auspica sia un ente di prossimità territoriale in grado di governare l’area nell’interesse dei cittadini ed in collaborazione con gli stessi, siano essi associazioni o imprenditori locali. La Segreteria Tecnica del CdF si è impegnata ad organizzare un tavolo di concertazione tra tutti i soggetti istituzionale interessati: Regione Lazio, Roma Capitale, Municipio VIII, Mibact, Autorità di Distretto.

 

TopNews

Città-fiume: approccio Water Sensitive City

 

Flash: il rapporto tra città e fiumi è un delicato equilibrio tra esigenze di fruizione pubblica e naturale  comportamento dei corpi idrici. Il cambiamento nel tempo dell’approccio alla mitigazione del rischio idraulico orienta le città verso un approccio “water sensitive”.


in foto: Water sensitive urban design https://www.melbournewater.com.au/

L’aggiornamento nel tempo degli studi relativi al rischio idraulico nel progetto del territorio e delle pratiche di risposta hanno suggerito alle città di divenire “water sensitive city”, cioè ambiti nei quali infrastrutture e progettazione urbana adattive stimolano comportamenti responsabili nel rapporto con le acque. Ne deriva la convivenza dei sistemi tradizionali con un nuovo atteggiamento, che asseconda le dinamiche naturali del fiume e interviene per ripristinarle laddove queste erano state soppresse. Gli ambiti fluviali sono infatti interessati da eventi di piena influenzati dai parametri che caratterizzano il bacino idrografico, quali il coefficiente di afflusso, il tempo di corrivazione e il potere di laminazione, incidenti sul volume e sul colmo della piena. L’entità dell’evento di piena può determinare alluvioni, come conseguenza di fenomeni naturali e/o acuiti dall’attività antropica, con un effetto diretto sulla sicurezza percepita e sulla vulnerabilità del territorio interessato.
L’urbanizzazione e l’antropizzazione, e in particolare gli usi che ne conseguono, determinano la riduzione della permeabilità dei suoli e dei tempi di corrivazione, l’inquinamento dell’atmosfera e delle superfici di dilavamento.
Il controllo dei fenomeni di piena allora deve considerare unitariamente le piene urbane, cioè gli allagamenti determinati dalla capacità delle reti fognarie e le piene fluviali, dovute alle limitazioni di capacità idraulica in molti tratti nell’attraversamento di ambiti urbanizzati. Allo stesso tempo i nuovi criteri di progetto e di gestione della “water sensitive city” introiettano i cambiamenti nel tempo dell’approccio al drenaggio urbano, alla mitigazione del rischio e alla protezione dalle alluvioni. Limitano l’impiego di sistemi tradizionali (spesso critici ai fini della fruibilità) o vedono l’integrazione tra soluzioni (Napolitano, 2019):
– Tradizionali. Sistemi di difesa e/o convogliamento corrispondenti alla cosiddetta “drained city” (la città che si protegge dalle alluvioni). Rientrano in questo tipo di interventi ad esempio i muri di difesa spondali che hanno spesso causato la separazione tra il fiume e la città (come nel caso dei muraglioni del Tevere);
– Attuali. Gestione centralizzata per controllare portate e volumi di piena gestione diffusa;
– Nuove. Gestione delle piene diffusa con invasi, trattamenti delle acque meteoriche e sistemi di drenaggio urbano sostenibile per ridurre il degrado qualitativo delle piene (es. SUDs), limitare il deflusso superficiale in sede locale, facilitando il ripristino dell’infiltrazione e dell’evapotraspirazione, che caratterizzano il ciclo idrogeologico.
L’attività previsionale si è evoluta e consente di informare la popolazione e di agire tempestivamente. Le tecniche ingegneristiche seppur avanzate devono essere supportate da comportamenti consapevoli, pur tenendo presente che per la fruibilità rimarrà sempre un rischio diverso da zero.
L’equilibrio tra desiderio di fruizione in sicurezza e naturale comportamento dei fiumi è perseguibile attraverso due possibili linee d’azione: da un lato lavorare sulla capacità di convivere con il rischio e dall’altra prevedere una corretta gestione del territorio. Il primo caso comporta l’esigenza di definire strategie e modalità operative volte ad anticipare e reagire alle emergenze, il secondo implica una crescente attenzione verso l’ecosistema fluviale, gli usi del suolo, le condizioni del bacino e il rafforzamento delle sinergie tra gli attori competenti e le parti interessate, attraverso strumenti negoziali, come i contratti di fiume e/o forme di governance collaborativa. In questo contesto, si riconosce che, anche in un’ottica di “water sensitive city”, non tutte le esigenze di fruizione possono essere pienamente soddisfatte e che la stessa mitigazione dei rischi non può prescindere da un approccio basato sul luogo e sulle sue peculiarità.

Maggiori informazioni: Napolitano, F. (2019), L’applicazione del principio dell’invarianza idraulica per la gestione del territorio, www.autoritadistrettoac.it/sites/default/files/eventi/atti_convegno/2019_12_02

 

Diario

Piene storiche del Tevere
1495 -1606 – Sette piene interessano il Tevere.
1598 – Evento di piena che ha registrato il livello più alto raggiunto dalle acque del Tevere a Roma, con 19,56 m di altezza idrometrica
1782 – Entra in funzione la prima stazione idrometrica a Ripetta
1805 – Sono invase dall’acqua le zone da Ripetta al Corso, la Rotonda, Piazza Navona, la Lungara e il Ghetto
28 dicembre 1870 – A due mesi dalla Breccia di Porta Pia si registra un grande evento di piena con una portata al colmo stimata in circa 3300 m3/s (17,22 m) che cambierà il rapporto tra il fiume e la città. Il Ministero dei Lavori Pubblici avvia le osservazioni sistematiche del livello del fiume che porteranno alla realizzazione dei muraglioni

Foto in basso: La piena del 1870 dipinta da Elihu Vedder, 1870, credits museodiroma.it

1870-1890 – Sono realizzati i due grandi collettori fognari paralleli al corso del Tevere per lo smaltimento delle acque reflue. I due collettori scaricando nel Tevere all’altezza dell’attuale Grande Raccordo Anulare a sud di Roma, hanno risposto al problema degli allagamenti della città per rigurgito dalle fogne.
1880-1890 – Costruzione dei muraglioni nel tratto Ponte Margherita–Ponte Palatino. Il progetto dell’ing. Canevari ha previsto oltre alla costruzione dei muri di contenimento, la rimozione dei ruderi dal fondo dell’alveo e l’ampliamento del ponte S.Angelo
1900 e 1915 – Altre due piene interessano il Tevere durante la costruzione dei muraglioni
1925 – Completamento dei muraglioni in tutto il tratto urbano. Scompaiono i porti di Ripetta, di Ripa Grande o Leonino
1937 – Ultima piena con effetti modesti grazie ai muraglioni

 

Buone prassi

Delocalizzare i beni esposti a rischio
Le verifiche del rispetto dei vincoli imposti e fenomeni di piena possono comportare la necessità di interventi di delocalizzazione nelle zone di rischio. L’intervento è rischioso (e costoso), e risulta spesso inapplicabile nei centri storici laddove spesso i beni esposti sono storici e artistici, archeologici, architettonici e paesaggistici.
La delocalizzazione potrebbe interessare la rete viaria, la cui pressione spesso costringe i fiumi in spazi limitati. Lo spostamento di tratti stradali posti a ridosso dei corsi d’acqua evita di irrigidire ulteriormente l’alveo o di realizzare nuove opere di difesa.

Riequilibrare il ciclo sedimentario
L’instabilità geomorfologica dei fiumi determina problematiche di dissesto idrogeologico per una carenza o un eccesso di sedimenti. Sistemi tradizionali di risposta sono le difese spondali, le briglie o le soglie, che risultano però interventi tampone. Un approccio alternativo riguarda la possibilità di affrontare le cause dell’instabilità, provando a riportare il fiume verso un nuovo stato di equilibrio dinamico, riattivando fonti di sedimenti immobilizzate, o immettendo in alveo materiale prelevato da punti di eccessivo accumulo.

Ridare spazio al fiume
Il tema implica lo sviluppo di metodologie previsionali che valutino gli impatti negativi o i benefici di interventi di difesa di un’area a rischio di inondazione o di erosione. Rinunciare agli interventi di difesa significa trovare modalità per accogliere l’acqua in modo sostenibile e sicuro, restituendo porzioni di territorio al
Fiume, ad esempio con parchi stagionalmente esondabili, bilanciando la fruibilità pubblica con la libertà del fiume.

Aumentare la capacità di invaso del reticolo idrografico minore
L’urbanizzazione e la artificializzazione del reticolo idrografico hanno comportato una perdita dello spazio che consentiva la laminazione naturale e distribuita delle piene. Le piccole esondazioni locali diffuse sono state sostituite da picchi di piena nei corsi principali, dove sono insediate le aree densamente urbanizzate e popolate. Recuperare la capacità di laminazione del reticolo idrografico minore, ad esempio aumentando le sezioni di deflusso può contribuire a miglioramenti.

Strumenti legislativi e co-governance
Centrale risulta la verifica delle previsioni dei piani vigenti, in quanto spesso approcci e soluzioni sono già definiti, ma inattuati (si veda il caso del PS5 per il Tevere). I nuovi strumenti legislativi e amministrativi devono orientarsi su un “governo del territorio” in cui l’ingaggio coordinato delle istituzioni comporti un impegno verso obiettivi da perseguire in un orizzonte temporale definito di medio-lungo termine. I Contratti di Fiume e le forme di co-governance, rappresentano una spinta necessaria per il coinvolgimento attivo e coordinato dei settori pubblico, privato, sociale e civico.

maggiori informazioni: piene http://www.abtevere.it/node/177; sulle strategie di mitigazione, Bonanni C. (2020) https://iris.uniroma1.it/handle/11573/1366220?mode=full.3197#.YDfPdmhKhPY

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