Contratto di fiume

PIAZZA TEVERE 2020

Il 5 settembre 2020 si è inaugurato l’allestimento temporaneo “Piazza Tevere 2020”, nell’area tra Ponte Sisto e Ponte Mazzini resa celebre nel mondo dalle opere dell’artista sudafricano William Kentridge.

Si tratta di un’installazione paesaggistico-ambientale nella quale realtà urbana e natura, acqua e arte, passato e presente convivono e si alimentano a vicenda, creando una “piazza” luogo d’incontro e di cultura, ma anche di discussione sui benefici che la natura può dare alla città per contrastare l’emergenza climatica e sanitaria che stiamo vivendo.

Il pubblico potrà accedere gratuitamente fino al 25 ottobre tutti i giorni dalle ore 11 alle ore 22. Il venerdì e il sabato fino alle ore 24.

L’opera è stata promossa dall’Ufficio Speciale Tevere di Roma Capitale, supportata da un team di partner coordinati da Agenda Tevere Onlus. Alla base c’è un progetto redatto dall’Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio (AIAPP), assieme al Laboratorio Cesare Romiti, Centro di progettazione di Agenda Tevere, con opere vegetazionali, realizzate dalle imprese laziali di Assoverde, all’interno del Programma “StrategieGreen2020”, promosso da Assoverde e AIAPP al fine di rendere gli spazi della città più sani, accoglienti e funzionali nel corso di due mesi nei quali, pur con l’adeguato distanziamento fisico, si intende favorire la possibilità di incontrarsi e passeggiare in sicurezza e con la necessaria qualità dei luoghi e salubrità dell’aria.

L’iniziativa, realizzata dall’Ufficio Speciale Tevere di Roma Capitale con la collaborazione di Zètema Progetto Cultura, è coerente con il piano strategico di Resilienza di Roma Capitale e propone un paesaggio “inaspettato” che unisce idealmente le due sponde del fiume fra Ponte Sisto e Ponte Mazzini grazie alla presenza di un prato adagiato sulle lapidee banchine fluviali. In questo modo si produce un nuovo spazio pubblico animato da temi sociali ed ecologici nell’ambito di una forma di socializzazione, di “vicinanza nel distanziamento”, adatta al momento che stiamo vivendo.

Al fine di ridurre al minimo i costi sostenuti dal Comune, l’allestimento è stato realizzato grazie all’impegno professionale dei volontari di Agenda Tevere, dell’AIAPP e di Assoverde, e ai generosi contributi di aziende che hanno condiviso l’impegno e la passione per la nostra città e il suo futuro. Le principali sono state Acea, nata proprio a Roma oltre 110 anni fa, e cresciuta insieme a lei, diventando una delle principali multiutility italiane; Italgas, la storica società che attraverso la diffusione del gas naturale favorisce lo sviluppo sostenibile delle città in cui viviamo, e Terna, il gestore del sistema elettrico nazionale, che da sempre promuove progetti di sostenibilità e di vicinanza al territorio. A loro si sono affiancate aziende produttrici, quali Rainbird e plasticWOOD.it, che svolgono ricerche per offrire prodotti sempre più sostenibili per i luoghi che abitiamo.

IL LUOGO

L’idea di denominare “Piazza Tevere” lo spazio fluviale compreso tra Ponte Sisto e Ponte Mazzini è dell’artista americana Kristin Jones. A partire dal 2005 tale idea è stata portata avanti dall’associazione Tevereterno – presieduta dall’artista fino al 2014 – che ha puntato alla riscoperta e alla rivalutazione del ruolo e della presenza del fiume in città attraverso la realizzazione di grandi installazioni di arte contemporanea e di iniziative di valorizzazione del luogo come spazio pubblico urbano.

Gli interventi artistici site specific promossi dall’associazione Tevereterno che si sono succeduti negli anni fino ad oggi, compresa l’opera di William Kentridge “Triumph and Laments” inaugurata il 21 aprile del 2016, hanno cercato di sottrarre il Tevere all’oblio e allo scivolamento verso il degrado trasformando Piazza Tevere in luogo privilegiato dell’arte contemporanea e della vita sociale cittadina attorno al quale, nel corso degli anni, Tevereterno ha sviluppato iniziative artistiche e didattiche animate da protagonisti della vita culturale italiana.

È questa manifestazione/narrazione di nuova tipologia di spazio urbano che si vuole ora riprendere.

L’ALLESTIMENTO TEMPORANEO

Il progetto è stato elaborato da un gruppo di lavoro composto da membri dall’Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio (AIAPP) e dal Laboratorio progettuale “Cesare Romiti” di Agenda Tevere Onlus, associazione costituita nel 2017 per fornire progettualità, supporto professionale e risorse finanziarie a tutti le istituzioni romane al fine di supportarle nella riqualificazione delle sponde del fiume della Capitale.

L’allestimento prevede la disposizione di 4.600 mq di prato distribuito sulle due sponde (due fasce di 500 metri di lunghezza per 4,6 di larghezza in ciascuna banchina) disposto su uno strato di sabbia, con irrigazione a scomparsa che ne garantisce la sopravvivenza. È prevista inoltre l’installazione di 40 alberi ripariali in vaso, argentei Populus alba, in riva sinistra accorpati e disposti in modo da aumentare la superficie ombreggiata.

Sul fronte degli arredi e delle attrezzature saranno installati sdraio, tavoli con sedie rossi (in memoria di precedenti allestimenti organizzati a Piazza Tevere dall’associazione Tevereterno) e una pedana per spettacoli e dibattiti.

Sulle due sponde sono inoltre stati installati faretti direzionati, con finalità scenografica, verso le chiome dei platani del Lungotevere.

Nelle serate dall’11 al 13 settembre sono previsti due allestimenti artistici. Il primo, “Ombre dal Lupercale”, è una riproposizione dell’allestimento diretto da Kristin Jones nel 2006 con un’animazione di lupe di sette artisti diversi proiettate sul muraglione con l’accompagnamento di musiche appositamente composte da sette compositori contemporanei, allestimento riproposto come auspicio per futuri interventi di nuovi artisti.

Il secondo, un omaggio di Sandro Polci all’artista William Kentridge, consisterà nella proiezione di immagini che si “assolvono e dissolvono” di bozzetti originali di Kentridge e foto (di Marcello Leotta) di una “lupa” dell’opera originaria che si vanno a sovrapporre a quella presente attualmente nel muraglione.

Nel corso del mese e mezzo di apertura dell’allestimento è previsto infine un ampio programma di eventi artistici e culturali.

L’IMPATTO COLLATERALE PERMANENTE

In un momento di emergenza che non è solo sanitaria ma anche sociale ed economica, Agenda Tevere, AIAPP e Roma Capitale si sono voluti assicurare che gli investimenti fatti per realizzare questo allestimento temporaneo non avessero una valenza di natura “effimera”. Per questo hanno previsto che, alla chiusura dell’allestimento, i materiali temporaneamente installati nelle banchine lapidee tra Ponte Sisto e Ponte Mazzini – il substrato di terriccio, il sistema di irrigazione, il manto erboso e gli alberi in vaso – siano trasferiti a Riva Ostiense sulla base di un progetto di riqualificazione di quell’area.

 

I RINGRAZIAMENTI
Questo progetto è stato reso possibile da aziende che ne hanno condiviso elementi e finalità.

Per questo si ringraziano: AIAPP e i partecipanti del Laboratorio Cesare Romiti (prof. arch.Gianni Celestini, arch. Alessandra Schmid, ing. Alessandro Ricca, coordinati dall’arch. M. Cristina Tullio), per il supporto progettuale e culturale; Acea, Italgas, Terna e le aziende laziali di Assoverde (Assiverde, Bindi Secondo, Florovivaistica del Lazio, Laurentina Servizi, O.P.E.R.A.M., Professionisti del Paesaggio, Sia Garden, Sublacense Garden),  plasticWOOD.it e Rainbird, per il supporto realizzativo e tutti i volontari di Agenda Tevere per il loro contributo.

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