Il Contratto di Fiume

 

Quello che stiamo facendo partire oggi è un processo di concertazione e di gestione partecipata delle risorse espresse e inespresse lungo il tratto del fiume Tevere che attraversa la città di Roma e prosegue fino allo sbocco della foce sul Mar Tirreno favorendo il dibattito pubblico e il coinvolgimento di una pluralità di soggetti pubblici e privati, con la finalità di attivare strategie e politiche condivise di miglioramento della qualità ecologica fluviale e prevenzione del rischio di esondazione attraverso la pianificazione e programmazione strategica integrata.

 

La necessità di avviare il Contratto di Fiume nel sottobacino del Tevere di Roma è determinata da numerose motivazioni, tra cui:

  • il fatto che il sistema di responsabilità pubblica e istituzionale che oggi governa il Tevere è caratterizzato da intreccio, sovrapposizioni e ripartizioni di competenze tra una pluralità di soggetti richiede che per il perseguimento di obiettivi, anche apparente semplici, venga attivato un percorso virtuoso e certosino di confronto e collaborazione in un’ottica di semplificazione e coordinamento ispirata alla volontà del fare della gestione partecipata.
  • la fragilità del territorio, che si manifesta periodicamente in occasione dei fenomeni più estremi, in conseguenza di eventi naturali, come i cambiamenti climatici in atto o di violazioni soggettive, come ad es. sversamenti che sfuggono alle regole di tutela ambientale;
  • Il fiume rappresenta il principale corridoio ecologico della citta, costituisce elemento strategico della rete ecologica e un patrimonio prezioso ed essenziale per la tutela del capitale naturale della biodiversità presente, parte integrante dell’insieme di paesaggi identitari, storici e delle tradizioni culturali di grande interesse per tutti i cittadini.

 

Tra gli obiettivi dei promotori del Contratto di Fiume Tevere ci sono:

  • la realizzazione di un efficiente sistema di rilevazione della situazione di partenza e di monitoraggio costante e regolare che consenta di avere un dominio conoscitivo “in continuo aggiornamento”,
  • il perseguimento di una maggiore coerenza ed efficienza delle politiche di settore e degli strumenti di pianificazione e programmazione territoriale e socio-economica, innestando una dinamica sinergica sia temporale sia finalistica tra i diversi strumenti;
  • il rilancio della manutenzione e della valorizzazione del territorio fluviale, per il ripristino e la salvaguardia del risanamento quanto più possibile, della qualità delle acque, dell’ecosistema e della biodiversità nel Fiume;
  • la realizzazione di interventi che rendano il “bene” fiume fruibile alla popolazione locale a cominciare dalle stesse possibilità di accesso, e che facilitino modelli di sviluppo basati sulla valorizzazione delle potenzialità del contesto eco-socio-funzionale del territorio,
  • la restituzione al fiume Tevere di un ruolo centrale nella vita del territorio, della città, del suo centro e delle sue periferie, attraverso una pluralità integrata di soluzioni progettuali che coniughino esigenze e obiettivi diversi.

 

 

Agenda Tevere Onlus

Nata nel marzo scorso, Agenda Tevere ha un obiettivo primario e uno di largo respiro. Quello primario è di guidare la città verso la riqualificazione e valorizzazione del proprio fiume e delle sue sponde, in una parola della sua “riappropriazione”, e arrivare a realizzare il grande parco pubblico di “Villa Tevere” lungo le sponde del fiume.

L’obiettivo di largo respiro è di fungere da “catalizzatore di cambiamento” nelle dinamiche tra cittadinanza attiva e istituzioni evitando gli schemi tradizionali della protesta o della richiesta di fondi ed entrando in un’ottica di assunzione di responsabilità diretta da parte degli stessi cittadini che lo desiderano, collaborazione e complementarietà con le istituzioni pubbliche e collaborazione con il mondo delle aziende.

Tanti gli impegni di supporto già ricevuti, tra i quali, Fabrizio Barca, Salvatore Settis, Cesare Romiti, Tomaso Montanari, Luca Enriques, Milena Gabanelli, Corrado Formigli.

Quello che Agenda Tevere sta applicando adesso a Roma è un “modello di costruzione di capitale sociale” studiato dall’economista Luigi Zingales che ha avuto modo di dimostrare la propria efficacia in un primo esperimento sul campo portato a regime l’anno scorso in Costiera Amalfitana dall’associazione locale che per prima ha adottato tale modello, Agenda Praiano.

Il miglior riconoscimento della validità di questo modello è venuta nell’ottobre scorso quando il coordinatore di Agenda Praiano, il ventisettenne praianese Roberto Pontecorvo, è stato tra gli invitati al summit dei più capaci “innovatori sociali” condotto dalla Fondazione Obama a Chicago. Quello di Agenda Praiano è stato l’unico progetto italiano tra i 500 scelti sui 20mila candidati provenienti da tutto il mondo.

Dopo aver creato le condizioni per lavorare in modo costruttivo, collaborativo e incisivo, come per l’avvio partecipativo del contratto di fiume, Agenda Tevere sta completando lo studio e sperimentando il metodo su potenziali interventi sul territorio e ha in programma per la primavera/estate del 2018 di “presentarsi” formalmente ai romani attraverso la realizzazione di un primo caso di progetto prototipale di riqualificazione che dimostri a tutti che “si può fare!”.

Share